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L’UE dice no alla rotazione dei porti di sbarco

Apprendiamo dal ministro Trenta che all’Europa non va bene la richiesta italiana di rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia. Un fatto è certo: non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano solo da noi. L’ulteriore richiesta di costituire un coordinamento con un rappresentante per ogni nazione e gestito da frontex, con il compito di coordinare il transito nelle acque e lo sbarco nel paese individuato in base al meccanismo di rotazione, sembra non interessare agli europei.
Il problema non è formale ma è sostanziale.
Purtroppo questa UE, dispiace ripetermi, è un’unione formale e non sostanziale sugli oneri che è necessario condividere per un armoniosa e prospera convivenza mentre, al contrario, è sostanziale e compatta nel approvare accordi comuni per le questioni economiche e monetarie. Mi viene in mente da un lato il Fiscal Compact – “Satana” per le economie in recessione – , dall’altro l’incapacità strutturale dell’UE a riformarsi su principi più solidali e democratici degni di un’Unione che voglia definirsi tale.
O riformiamo strutturalmente e sostanzialmente questa Unione oppure gli europeisti a spada tratta vedranno, con i propri occhi, il progetto Stati Uniti d’Europa naufragare come un vero barcone di migranti. Chi ci verrà a salvare questa volta?

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