Spread a 2 velocità: il caso Francia – Italia

Pierre Moscovici, il commissario europeo agli affari economici, ex socialista (proprio per questo la sua nomina fu accolta con perplessità dell’austera Germania di Angela Merkel) nel corso del tempo si è rivelato più che intransigente con i conti pubblici dei paesi europei, in particolare con il Def italiano, del quale non approva lo sforamento di deficit previsto, intorno al 2%.

Ma, chissà perché, ritorna ad antiche vocazioni politiche con la sua Francia, per la quale, rende possibile uno sforamento fino al 3%. Sarà una perversa forma di patriottismo a guidarlo, sarà un effetto “gilet gialli”, sarà una diversa situazione in termini di debito pubblico della Francia (che molto furbamente, nonostante il bail in, ancora non considera il debito aggregato), fatto sta che non mi spiego come sia possibile che qui in Italia un tweet di Salvini faccia salire lo spread, ed in una Francia che barcolla sotto una vera e propria rivoluzione, lo spread resta immutato.

Qualcosa non torna, il quadro è oltremodo sinistro. E il popolo italiano tace, disorientato e diviso in fazioni. Divide et impera! Oggi come ieri… funziona.

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