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Poblema razzismo

“I media non ci dicono solo come pensare, ma a cosa pensare”, mai come oggi, queste parole rivestono un significato contemporaneo e chiarificatore. Perché in Italia sta accadendo esattamente questo, si parla di “emergenza razzismo” invece di parlare di “problema razzismo” e se ne parla solo oggi, quando si sarebbe potuto dire e fare ancora di più molto prima. Purtroppo, il Governo italiano, non ha mai pubblicato o perlomeno raccolto statistiche disaggregate o notizie di reato o azioni penali su casi di violenza razzialmente motivati. Ma chi ha pazienza e perseveranza, nello spulciare le pagine di cronaca dei più importanti quotidiani nel corso degli anni, e soprattutto chi ha buona memoria, sa bene che gli episodi di razzismo e discriminazione in Italia, ci sono sempre stati. I tanti Boldrini e Saviano che oggi pontificano e sentenziano, attribuiscono a Salvini un potere “ideologico” che non ha, su di un fenomeno, che la relazione finale della commissione Jo Cox, presieduta da Laura Boldrini, ha ampiamente studiato e esposto in tempi non sospetti. Perché allora agitare le acque solo ora? Forse perché, agire prima, avrebbe voluto dire ammettere inerzia e soprattutto personali responsabilità, per non dire incapacità, forse perché il fenomeno non è così allarmante come si vuol far credere o forse perché fa sempre comodo, tenere in caldo una pentola di fagioli per farla borbottare al momento opportuno. Ora, l’invito che dovrebbero accogliere questi sedicenti cavalieri di un umanità perduta, se veramente hanno a cuore questa annosa questione, sarebbe quello di utilizzare, la stessa scrupolosa meticolosità che utilizzano nel cercare, dietro questi atti apparentemente d’odio, le parole del ministro dell’interno, per cercarne invece le ragioni sociali ed economiche… perché Salvini non crea odio, l’odio, se di odio si può parlare, c’era già.

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