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L’ordine sovranazionale ha fallito

Il liberismo e il progressismo hanno disatteso le loro promesse. La meta sarebbe dovuta essere un’utopica società caratterizzata da benessere socio-economico e pace. Invece da un lato, il capitalismo senza controllo ha fagocitato le economie locali mummificando la mobilità e riducendo drasticamente la stratificazione di tutte le società.

Dall’altro lato, il modello multiculturale sfrenato ha aumentato in modo esponenziale la tensione in un conflitto etnico oramai conclamato. Di conseguenza assistiamo inermi all’avanzata incessante del sovranismo, e posizioni violente, intolleranti e dittatoriali, fioriscono e trionfano.

È successo negli Stati Uniti con Trump, sta succedendo in Francia con Marine Le Pen, persino in Germania, con AFD, è freschissima infatti, la batosta della CDU in Assia, in seguito alla quale, una boriosa Angela Merkel ha addirittura abbandonato la segreteria del partito ed ora assistiamo ad una vittoria schiacciante di Bolsonaro in Brasile.

In Italia, se c’è un merito che va dato al Movimento 5 Stelle, è proprio quello di essere riuscito a catalizzare quel malcontento generale, che altrimenti sarebbe stato un piatto ghiotto in mano all’estrema destra.

Ad ogni modo è doveroso, in un mondo globalizzato, conoscere, analizzare e discutere i grandi cambiamenti politici, perché ogni cosa è intrinsecamente connessa con tutto il resto e le ripercussioni possono assumere entità planetarie.

In virtù di ciò, non può e non deve passare inosservato una retromarcia politica così preoccupante. Occorre un cambiamento drastico, un’alternativa che sia diversa da ciò da cui le popolazioni vogliono svincolarsi.

Chi deve, si faccia un esame di coscienza, chi deve, lavori per costruire questa alternativa, chi deve, si riavvicini alla gente, perché i popoli stanno cambiando nuovamente volto a questo mondo.

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