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L’Italia e la politica internazionale

Conte in visita negli Stati Uniti, ha dimostrato spiccate capacità diplomatiche, e relazionali. Un incontro ricco di contenuti, nel quale sono stati trattati temi che interessano trasversalmente le relazioni politiche occidentali. Interessante risulta essere, la posizione del governo Italiano, rispetto ai rapporti tra America e Russia. In questa specifica contingenza, l’Italia si posiziona come super partes nonché “facilitatore” di una, storicamente problematica, azione comunicativa. Posizione questa, anticipata dal nostro premier Conte, già al G7, quando ha offerto il pieno appoggio alla richiesta di Trump di un rientro della Russia di Putin nel forum politico. Propedeutica risulta anche essere, la lotta perpetrata dalle forze politiche che oggi formano il #governodelcambiamento, in sede Europea, di bloccare le sanzioni alla Russia. Richiesta le cui motivazioni affondano le loro radici in questioni economiche e delicate questioni internazionali. In primo luogo, si cerca di scongiurare un intervento di Trump nella crisi Ucraina, che sommato al suo intervento in Siria, porterebbe le lancette della storia indietro di almeno 50 anni in un grottesco remake, di una pagina di storia, che ha terrorizzato il mondo intero. In secondo luogo, l’Italia, sesto partner commerciale della Russia, a livello mondiale, e secondo partner Europeo, risulta essere il paese maggiormente colpito dall’embargo imposto dalla UE, e dai successivi restringimenti Russi, in risposta alle sanzioni. Una perdita che si stima ruoti intorno agli 8 miliardi di euro l’anno dal 2014 ad oggi. Ancora una volta, il governo italiano, si distingue per la sua elevata reattività risolutiva, nonché per una tendenza ad elaborare strategie di lungo termine. Distinguendosi dai governi precedenti, che invece, tendevano a trattare qualsiasi fenomeno politico e sociale, in un ottica di  “crisi” e quindi ad elaborare politiche fumose, a breve termine e parzialmente risolutive. Il qui e ora, cede il posto al piano strutturato, che sviluppi effetti benefici nel medio-lungo periodo, in un contesto internazionale, come è giusto che sia, essendo l’Italia parte, tutt’altro che marginale, di una comunità diplomatica decisamente attiva e della quale, per troppo tempo, forse, non ne è stata all’altezza.

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