Legge di bilancio: parla Luigi Di Maio

Stamani il vice premier Luigi Di Maio, nonché capo politico del M5s, durante una diretta Facebook ha chiarito molti dubbi sorti attorno al maxi emendamento che è, a tutti gli effetti, il testo modificato della legge di bilancio.

Stanco ma soddisfatto, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, annuncia che, nonostante i tiri mancini dell’opposizione, del quarto potere che non c’è più, con l’urgenza legata alla procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, notificata con la famosa “letterina” e che si apprestava a diventare operativa con il ricorso per inadempimento che aleggiava minaccioso su Montecitorio e nonostante l’accordo Italia-UE tra la lettura alla camera e al senato del testo, ed i comprensibili ritardi, il maxi emendamento è stato approvato al senato.

Molti punti messi in discussione vengono chiariti. Dai tagli agli investimenti, che non sono tagli, ma soltanto capitali traslati dalla voce generica “investimenti” a quella sugli investimenti per dissesto idrogeologico, per l’adeguamento antisismico degli edifici pubblici, e simili. Voci queste, che tra l’altro non figurano nel rapporto deficit/PIL e che hanno permesso al governo di ottenere maggiore flessibilità.

L’onorevole Di Maio ha per di più rassicurato sul possibile ritardo del reddito di cittadinanza che invece partirà nei tempi stabiliti (entro Marzo 2019) e sul vaneggiato e sbandierato taglio al Welfare. Il ministro ha inteso chiarire, a tal proposito, che una manovra le cui maggiori spese di deficit sono reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza e aumento delle pensioni di invalidità, è una manovra che “investe” nel Welfare tutt’al più.

Per concludere, il vice premier ha commentato il temutissimo aumento dell’IVA, la fake che in questi giorni fomenta un’isteria dilagante sulle possibili conseguenze di questa manovra. Ebbene, l’IVA non verrà aumentata, nonostante le clausole di salvaguardia, né quest’anno né l’anno prossimo, ed inoltre Di Maio ha precisato che queste sono regole di contabilità Europea, appartenenti ad una Europa che va cambiata e che con le prossime europee, i cittadini avranno l’opportunità di cambiare.

Allora un invito preciso, emerge prepotentemente dal sottotesto di queste parole. I cittadini italiani si sono fatti promotori di un grande cambiamento che sta investendo l’assetto politico ed economico di tutto il paese, la legge di bilancio è stato solo il primo dei molteplici campi di battaglia che il governo del cambiamento dovrà calcare.

Ma tutto questo può prendere una piega diversa se, e solo se, quello stesso cambiamento verrà portato anche in seno all’Europa, questo sì che faciliterebbe la comunicazione tra due istituzioni, il governo italiano e la commissione europea, che si ritroverebbero ad avere obbiettivi comuni e una prospettiva, in chiave di sviluppo, coincidente.

Il braccio di ferro sulla legge di bilancio che ha portato dallo 0,8% della Commissione Europea al 2,04% finale è solo l’inizio di un contemperamento di interessi in seno all’Unione Europea.

Ora sta tutto a noi e alla nostra voglia di cambiamento, affinché l’onda gialla investa anche l’intera Europa!

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