Il ritorno del cavaliere oscuro

 

In questo video di candidatura Silvio Berlusconi è oltre modo kafkiano, un cliché già visto 25 anni or sono!

Però vorrei soffermarmi su alcune delle sue parole, che hanno più l’aria di essere deliri di onnipotenza che discorsi dettati dal buon senso: Berlusconi per corroborare la sua candidatura alle europee parla di una “presunta” autorevolezza di cui gode ancora nel PPE e in Europa. Per comprendere l’autorevolezza di Berlusconi in Europa, è necessario richiamare alla memoria uno dei tanti momenti indimenticabili di cui è stato protagonista.

Il 2 luglio 2003 a Strasburgo, durante la seduta del Parlamento europeo, ci fu un duro scontro verbale tra Martin Schulz e Silvio Berlusconi, che in quel giorno si insediava come presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea.

Schulz nel suo intervento accusò Berlusconi di conflitto di interessi e sottolineò che godeva dell’immunità parlamentare solo a causa di ritardi procedurali addebitabili all’ex presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine. Criticò anche il quoziente intellettivo di alcuni suoi ministri tra cui Umberto Bossi. Poi chiese cosa Berlusconi intendesse fare per accelerare la creazione di una procura europea e l’introduzione del mandato di arresto europeo.

In quell’occasione altri parlamentari europei mostrarono dissenso verso Silvio Berlusconi, alcuni si alzarono dai loro posti mostrando cartelloni con la scritta “La legge è uguale per tutti” in diverse lingue.

Berlusconi: “Se questa è la forma di democrazia che intendete usare per chiudere la bocca al Presidente del Consiglio europeo, vi posso dire che dovreste venire come turisti in Italia, perché qui sembrate turisti della democrazia”. “Signor Schulz, so che in Italia c’è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti: la suggerirò per il ruolo di Kapò. Lei è perfetto!”.

Schulz: “Il rispetto delle vittime del fascismo e del nazismo mi impediscono di commentare le sue parole. Mi chiedo se chi è capace di dire certe cose, può essere in grado di svolgere una funzione pubblica”.

Berlusconi: “Non ritiro quanto detto. Il signor Schulz mi ha offeso gravemente sul piano personale e con un tono non ammissibile. Io sono stato ironico, se non capite l’ironia mi dispiace”, ha detto l’ex premier italiano al capogruppo Pse Enrique Baron che gli chiedeva di ritirare i suoi commenti su Martin Shultz. “Non ritiro quanto ho detto, con ironia, se Shulz non ritira le offese personali: lui ha parlato con cattiveria”.

Questa è l’autorevolezza di cui Berlusconi gode in Europa, il problema vero è che ora come allora mancano i contenuti.

La sfida Europea che dalle prossime elezioni dovremo affrontare è la costruzione di solide basi e alleanze politiche in seno al Parlamento Europeo per approntare quelle riforme che sono necessarie affinché l’Unione possa sopravvivere a se stessa. Urgono riforme per renderla più democratica, più dedita al perseguimento di politiche incentrate sul welfare, e in controtendenza rispetto al neoliberismo che ha mostrato il suo fallimento su tutti i fronti.

I contenuti, questi sconosciuti.

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