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Decreto sicurezza

Fa molto discutere, in queste ore, un decreto grazie al quale, sarà possibile gestire situazioni di emergenza, totalmente o quasi fuori controllo. Nell’occhio del ciclone la cancellazione della protezione internazionale per motivi umanitari, già recentemente sotto attacco a suon di circolari da parte del Quirinale a causa dell’uso massiccio che se n’è fatto nel tempo. Se consideriamo che annualmente, tra tutte le richieste di protezione internazionale, ne vengono riconosciuti i requisiti solo nel 22% dei casi, e di questi, i titolari di protezione per motivi umanitari sfiora il 30%, senza contare i ricorrenti, che in seconda istanza, nel 50% dei casi ottengono protezione umanitaria, beh, qualcosa non quadra, se poi ci mettiamo anche i villeggianti che, nonostante il “pericolo per la loro incolumità”, tornano periodicamente nel loro paese, ciò che era un sospetto, inizia a diventare probabile. Anche se, la carne al fuoco, per quanto riguarda  il settore dell’accoglienza, non è tutta qui.
Infatti non solo di immigrazione, nel decreto si parla di daspo sportivo, taser, braccialetti elettronici, criminalità organizzata, legittima difesa, violenza di genere e chi più ne ha più ne metta. È bene tenere presente che le percezioni dei cittadini, che qualcuno vorrebbe far passare per deliri, sono il frutto di quotidianità assai lontane da lussuosi appartamenti, auto blu e attività di security che invece adornano la vita proprio di chi, chissà perché, percepisce l’Italia come fosse il fantabosco dove nessuno è cattivo e la criminalità non esiste. Gente che non prende la metro, non viaggia in treno e in periferia ci va solo per fare passerelle occasionali, gente che, la casa ce l’ha blindata, perché in un paese garantista, la sicurezza è un privilegio di chi se lo può permettere. Probabilmente, un popolo atterrito, insicuro, paranoico, faceva comodo a quella casta di privilegiati che non rappresentava affatto i suoi interessi. Invece, giorno dopo giorno, questo #governodelcambiamento sta dimostrando che politiche per i cittadini e dettate dalle loro esigenze, non solo sono possibili, ma sono anche doverose! Siamo una Repubblica, qualcuno lo aveva dimenticato…
Di seguito il link del testo integrale del decreto approvato all’unanimità dal consiglio dei Ministri

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https://goo.gl/hFZCet
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